10/02/18

La Sicilia per indizi



C'è un posto che rimane per sempre Casa: quello in cui siamo stati dei bambini felici.
Se questo posto si chiama Sicilia, allora è più colorato del solito, e vi racconto il perché secondo piccoli indizi. 

E' più colorato perché avrai certamente affondato la testolina tra i grembiuli a fiori della nonna, abiti che profumano di agrumi e che conosci ancora a memoria: diversi per ogni stagione e sempre gli stessi.
Quello giallo con le peonie bianche per l'estate, quello azzurro con le margherite rosa in primavera. Li hai visti indossati o sventolare tra le fila del bucato, magari mentre assaporavi una merenda preparata dalle sue mani, e i fichi erano ad essiccare sopra ad un canneto, e tra gli alberi i limoni maturavano, con il sole che irradiava ogni cosa.



C'è, poi, il colore del mare, un blu che contiene tutti i possibili blu, come armonie e melodie con continue variazioni. Uno spazio accogliente capace di abbracciarti tutto, inghiottire i tuoi pensieri, le paure, le incertezze, le domande, le giornate no, quelle ,  semplicemente te, e di darti tregua con quei sanissimi cinque minuti di vantaggio su tutto il resto.

Il mare. Nelle stagioni più fredde cambia il suo aspetto, più incontaminato e meno addomesticato rispetto alla bella stagione con le sue fila di ombrelloni allineati, tanto spensierati da farti credere che il tempo non sia altro che l'invenzione di qualche pazzo e che no, non esistono mica altre stagioni all'infuori di quella.

Ciascuno lì intraprende il suo rapporto personale con il mare, proprio come con una persona in carne ed ossa. Io lo preferisco al tramonto, quando gli ombrelloni si chiudono e le aspettative della giornata calano, per lasciare spazio all'essenziale. In inverno, invece, con la dovuta misura: troppo mi farebbe male (si chiama nostalgia, perenne per qualcosa, qualcuno) e troppo poco sarebbe insopportabile. 

Cresci con i colori dell'Etna alla finestra; la segui quando ti muovi in macchina, e diventa Lei un punto cardinale per orientarti. Potresti scorgere il suo profilo innumerevoli volte, ma ad ogni occasione ti lascia addosso qualcosa di nuovo, non saprei dire se una sorta di poesia in un giorno qualsiasi. Comunque somiglia molto ad un dono inatteso.

Dal cratere uno sbuffo di fumo si diffonde in cielo, tingendosi ora d'azzurro nelle giornate quiete, color albicocca negli interminabili pomeriggi di luglio, rosa e viola al tramonto; fino al momento più intenso, immobile, quello del crepuscolo, dove tutto il paesaggio trova posa in un blu pulsante che si accorda con il senso di stupore. Una miscela di quiete che si diffonde lentamente. Dura pochissimo, ma è un balsamo potente sulla stanchezza della giornata.

Dimenticavo, l'Etna in bianco. Innevata nelle giornate più gelide, ed è quello il tuo meteo più preciso, quello che ti fa aggiungere la sciarpa in più perché fuori fa "friddu".



E poi ci sono i profumi, quelli che si diffondono tra le vie dei paesini. Come si fa a dare un colore ai profumi? In estate il profumo di melanzane fritte si diffonde già a metà mattina, il rosso del sugo di pomodoro sobbolle in pentola in una danza di piccoli crateri. In un vaso il verde del basilico sembra fare il solletico ad una tenda ricamata a fiori, un po' ingiallita dal tempo e dal sole, scostata appena da un leggero vento; sembra un cenno, un invito tacito ad entrare in quella intimità così rassicurante. 

Ebbene, quando cresci con questi ingredienti aggiuntivi di felicità, questi colori così marcati, con quel mare, con quella "montagna", e poi, per varie ragioni devi allontanartene, sentirai sempre un legame profondo, un ancoraggio ovunque sarai. Lo scopri solo lentamente fino a che punto ne sei coinvolto; un filtro di bellezza sotto la pelle, un'ideale di estetica, di colori di cui sei sempre assetato, pronto a ricercarli perché così ti racconti il mondo esterno.
Solo la distanza ti presenta tutta questa dose di chiarezza e consapevolezza.



Per un siciliano che vive fuori, c'è un momento preciso in cui si ritorna a Casa, ed è quello in cui su un aereo ti ritrovi in fase di atterraggio: la prima a darti il benvenuto/a sarà quella signora, alle volte innevata, che si mostra puntuale da dietro un finestrino. La puoi disegnare nei suoi contorni con un dito, proprio come farebbe un bambino: un triangolo maestoso, elegante, il tuo punto cardinale in più, il tuo meteo più preciso, proprio quello che ti farà avvolgere la sciarpa di un giro in più, come una mamma che ti ammonisce che fuori fa freddo e devi coprirti bene. 

Se dovessi dare delle raccomandazioni di viaggio per la mia Sicilia (forse sono io ad essere sua), consiglierei di ricercare questi sottili indizi in un'isola così piena di animo, di grazia e poesia. Indizi da ricercare tra le persone che la vivono e la colorano a loro volta, nei loro occhi dinnanzi al mare, tra le loro mani, nel dialetto di una piazza, nei silenzi di un anziano seduto accanto alla solita porta.
Un'isola in cui affondarci dentro come tra le pieghe di un lenzuolo. 

E' un viaggio legato ai sensi e ai colori, più di ogni cosa; solo se parti da questi presupposti finisci che la raggiungi, per davvero, la Sicilia. 

E la vedi.


 Indizi e foto di Tiziana B.

30/10/17

Cosa fare a Londra: il mio itinerario per 'hipster' coi baffi


Per fare le cose fatte bene, potrei iniziare questo post dandovi una definizione esaustiva del termine Hipster. Potrei parlarvi della sua etimologia o della sua evoluzione negli anni. Potrei usare parole come 'interiorità individuale', 'anticonformismo', 'baffi' o 'Tumblr'. Ma non lo farò perché le definizioni oggettive e le etichette non sono Hipster...Per niente! Poi fare le cose perché 'è così che si fa' è l'anti-cristo per eccellenza. 
(Se volete, comunque, cliccate su Hipster per un paio di articoli belli).

Come potete intuire, io mi sento abbastanza vicina a questa cultura (per quello che può significare il termine dal mio punto di vista) ma è stata una propensione ad un tipo di vita che ho 'fatto mia' da poco. Negli ultimi anni, infatti, ho fatto uno shift che nemmeno Bruce Jenner e ho rivisto profondamente le mie priorità di vita, propendendo verso attività e modi di pensare un po' più 'distaccati',  consapevoli, aperti e, lo ammetto, anche un po' insofferenti e vanitosi


Per esplorare questo lato della mia personalità, allora, me ne sono tornata nella mia amata/odiata  Londra, per farmi tutti i mercatini vintage, giri in bicicletta e chiacchere rilassate del caso...Perchè London, diciamolo, è l'habitat naturale dell'Hipster: c'è la cultura musicale e artistica giusta, tante realtà di aggregazione, ha le piste ciclabili che funzionano! e, qui lo dico qui lo nego, un certo benessere economico
C'è l'imbarazzo della scelta! e il bello è che la città è in continua crescita e cambia faccia in continuazione. Devo dire, poi, che l'attenzione dell'offerta ristorativa e delle attività socio-economiche verso l' identità e l'autencità piuttosto che verso il profitto è tangibile. 

26/10/17

Cosa fare a Londra: il mio itinerario per veri Instagrammer


Ogni giorno un Instagrammer si sveglia e sa che dovrà postare una foto per augurare un #buongiornissimo #caffe ai suoi follower. Ogni giorno, dall'altra parte dello smartphone, il follower sa che dovrà mettere like a foto di dolci, gente attraente, cuccioli di razze varie e citazioni profonde. Non importa che tu sia Iger o follower, basta che prendi in mano il telefono.


Instagram ha da tempo superato lo status di Social da condivisione di immagini, diventando una vera e propria piattaforma in cui fare business e costruirsi un profilo lavorativo serio e la cosa mi intriga assai. Più che altro mi chiedo: 'come si fa a diventare un #influencer? Davvero è tutto viaggi, prodotti gratis e bonaggine o c'è qualcosa sotto? Ma soprattutto: qual'è la giornata tipo di un Instagrammer?
Allora sono uscita, prefissandomi l'obiettivo di vivere una giornata da #personaSocial a scattare foto cool, andare a mangiare in posti giusti e farmi le pose (vi dico già che ho fallito miseramente nel 60% della missione).
E dove far finta di essere qualcosa o qualcuno se non a Londra?
Esplorare i trend, farsi un'idea di cosa veramente ci piaccia e definire quale sia il nostro stile è un gioco da ragazzi in questa città. Io ci ho vissuto per quasi 2 anni quindi la conosco abbastanza da sapermi muovere (o perlomeno chiedere aiuto se mi perdo); mi è bastato portare la mia fidata #reflex, la #MagnesiaSanPellegrino, un #piuminocolcappuccio e ho cominciato il giro.

11/09/17

Annina va in Islanda: il racconto di un viaggio alla scoperta di se stessi e cosa mangiarsi nel frattempo

Forse mi sbaglio...Però scommetto che l'80% delle persone (nel mondo intero intendo) ha espresso almeno una volta il desiderio, o conosce qualcuno che lo ha fatto, di andare in viaggio in Islanda. Che sia l'aurora boreale, il pulcinella di mare o lo sfizio di assaggiare la carne di squalo, il fascino di questo paese è indiscutibile.  
Io, però, avevo nella mia Wishlist almeno altri due viaggi prima di questo (India e Cuba per la precisione) e di norma preferisco culture un po' più 'calde' quindi, quando la mia amica Anna mi ha proposto un Road Trip in giro per l'Islanda, mi sono trovata costretta a declinare l'invito. Dopo aver visto le foto del suo amico e fotografo Umberto e aver sentito i racconti (quello che leggerete d'ora in poi è stato scritto da Annina) vi dico già che mi sono dovuta mangiare le mani...Altro che squalo.








28/08/17

Sardoa, wine Aperitivo: where Sardinia and Spain meet for an explosion of fun


Whether you are a food fanatic or an aficionados of summer trips to Italy and Europe in general, Sardinia is undoubtably a region which deserves a visit and I am not just saying that because I have been going there for the past four years...Am I?! The sea is wonderful, the food choice is varied and the people are nice...If you are nice to them. All kidding aside, this might be my favorite place in Italy.

Every single summer I take the ferry from Rome, spend 6 long hours trying not to vomit on people and drive my car to a family house in Alghero, a former Spanish colony located in the upper-west side of the Sardinia island. But...don't you get tired of going to the same place over and over? Yes, I do. But when the blues kicks in I go and visit the lovely people of Sardoa's!Some sparkling wine, some tapas and all is right with the world.



The city centre at night is always busy but Piazza Duomo is pretty easy to find and, most importantly is relatively quite. Sardoa is easy to spot too: colorful seating made out of wooden fruit-box, a pink bicycle hanging next to the restaurant sign and yellow and blue tables that contrast with the bright crystal glasses filled with wine. It is the kind of place that makes tourists wanna peek in and have a look even when they are not planning on eating. Needless to say, I always go in and eat my heart out.


21/08/17

Sandri Patisserie: a fancy Italian Bar in Perugia that may (not) surprise you.


I do not know how many of you might have heard of Perugia. Do names like Eurochocolate, Umbria jazz festival, Renaissance, University for Foreigners ring any bell? They sure do to me: I spent my first three years of College in this tiny medieval city in the earth of the Umbria region and, needless to say, it has changed me quite a bit. It was the first time I was living by myself (sharing an apartment with 4 other girls to be honest but I remember loving it) and that meant having to figure out trustworthy places in which we could 'collect' food in order to survive. Kebab, Taralli and Gocciole cookies were a favourite of my friends and I but we were also pretty fond of Chinese takeouts...Basically anything cheap that would fill our bellies if you haven't grasped the concept already. But then...There it was...Right at the center of the Main Street of Perugia: Sandri Patisserie.


 I would stare at Sandri's windows like a baby would stare at a huge pink stuffed bear. I remember watching the waiters run back and forth with their steady but reassuring way of walking, carrying heavy silver trays of warm steaming cups of chocolate or tea tasting platters. I desperately wanted to go in and maybe get a tray of sweets to bring back home for the Sunday lunch or just take some time to watch people have their espresso or gelato..But I never did! Do not ask me why, maybe it wasn't the right time for me and window shopping was enough.