26/10/17

Cosa fare a Londra: il mio itinerario per veri Instagrammer


Ogni giorno un Instagrammer si sveglia e sa che dovrà postare una foto per augurare un #buongiornissimo #caffe ai suoi follower. Ogni giorno, dall'altra parte dello smartphone, il follower sa che dovrà mettere like a foto di dolci, gente attraente, cuccioli di razze varie e citazioni profonde. Non importa che tu sia Iger o follower, basta che prendi in mano il telefono.


Instagram ha da tempo superato lo status di Social da condivisione di immagini, diventando una vera e propria piattaforma in cui fare business e costruirsi un profilo lavorativo serio e la cosa mi intriga assai. Più che altro mi chiedo: 'come si fa a diventare un #influencer? Davvero è tutto viaggi, prodotti gratis e bonaggine o c'è qualcosa sotto? Ma soprattutto: qual'è la giornata tipo di un Instagrammer?
Allora sono uscita, prefissandomi l'obiettivo di vivere una giornata da #personaSocial a scattare foto cool, andare a mangiare in posti giusti e farmi le pose (vi dico già che ho fallito miseramente nel 60% della missione).
E dove far finta di essere qualcosa o qualcuno se non a Londra?
Esplorare i trend, farsi un'idea di cosa veramente ci piaccia e definire quale sia il nostro stile è un gioco da ragazzi in questa città. Io ci ho vissuto per quasi 2 anni quindi la conosco abbastanza da sapermi muovere (o perlomeno chiedere aiuto se mi perdo); mi è bastato portare la mia fidata #reflex, la #MagnesiaSanPellegrino, un #piuminocolcappuccio e ho cominciato il giro.



La prima cosa sensata da fare, soprattutto se si è in trasferta, penso sia individuare un Coffe Bar comodo dotato di WI-FI e, possibilmente, prese per non rimanere #maisenzacarica. Io stavo a casa di una pittrice tedesca che affittava stanze ad Aldgate East, zona tipica della Londra Est, simile per atmosfere e mood a Shoreditch e Hackney. Proprio all'uscita della metro ho trovato Exmouth Coffee: la vetrina è fatta a regola d'arte e non passa inosservata ma sono stati lo Staff e la passione dello Chef che sforna #dolcianastro dalla cucina a vista che mi hanno fatto innamorare del posto. In vista di una giornata in giro a mangiare ho preso uno yoghurt con granola e berries...Ottimo.


Poi si comincia a camminare. Come mi disse il maestro di fotografia, 'il miglior alleato di un fotografo non è la camera ma un paio di #scarpecomode'. Ora...Non so se il discorso valga anche per gli Instagrammer perché vi assicuro che la maggior parte riesce a fare quelle foto bellissime solo con l'aiuto del cellulare però sono convinta che anche loro se ne fanno abbastanza di Km per scovare la cosa giusta da postare. 
Per la strada verso Old Street, mi sono fermata un secondo allo Spitafield Market, giusto per fare qualche #scattopiacione: chi lo fa di lavoro deve pubblicare contenuti nuovi ogni singolo giorno quindi gli esperti consigliano di farsi un bell'archivio di foto sempre pronte all'uso. Io ho optato per le ciambelle di Crosstown doughnuts, un food truck di ragazzi giovani che fa queste donut molto carine a vedersi (rimangono un po' dure in bocca per i miei gusti...forse è il freddo) che potrete trovare in tutti i mercatini food sparsi per la città.


Poi ho voluto esplorare il mondo dei #Trend del cibo. Per chi non avesse presente, Instagram è pieno di profili di persone (spesso gente molto giovane con un occhio di riguardo a tutto ciò che è colorato e #kawaii) che condividono foto di cibo bello a vedersi. Sicuramente avrete visto video su video delle Cheesecake soffici giapponesi o il cono di waffle ripieno di gelato. Vanno sempre di moda i toast di avocado o i pancake . Per non parlare, poi dei Freakshakes, milkshake di origine australiana serviti in boccali da birra e ricoperti a mo' di torre con fette di torta che si intervallano a panna, zucchero filato, biscotti e sciroppo. #Lafieradelnulla per molti, un divertissement culinario per altri.


Io ho optato per il Cookie Dough. Anche se non avete mai sentito parlare di questa prelibatezza, in realtà la conoscete come le vostre tasche: non è altro che #quellacosabuonissima che si lecca prima di lavare la ciotola quando si fa l'impasto dei biscotti, in grande. L'idea è partita dagli U.S.A. e io, scusate, ma la trovo una #genialata. Anche l'esecuzione è perfetta: la consistenza è quello che ci si aspetterebbe ovvero una pasta burrosa e granulosa che ti manda in pappa il cervello per quanto è dolce. Puoi prendere un cono o un bel milkshake ma io consiglio la coppetta perché ci vuole tempo per mangiare questa dough. Io ci ho messo tre giorni per #duepalle! I gusti hanno nomi accattivanti e simpatici (Caramello Nak-ed Sheeran perché è 'roscio' come quel bocconcino di Ed) ma io andrei sul classico ovvero un Chocolate Chip o, se vi sentite particolarmente frivoli (non c'è niente di male), l'Unicorn Sprinkles.




Mi aspettavo un po' più di gente all'interno del negozio anche perché era l'ora di pranzo. Lo spazio era abbastanza angusto e le inservienti non avevano molta voglia di lavorare (per Londra è strano...di solito il servizio è impeccabile ovunque). Diciamo che i Food Trend sono belli da vedere ma ci fermiamo lì: costano tanto e sono #botteglicemiche evitabili. Naked Dough bocciato. Probabilmente pubblicherò questa foto però. 


Per tirarmi sù ho cercato un ristorante che mi permettesse di sfogare la mia tendenza Instagram preferita: il #Food Styling!


Lo avete fatto, vi è piaciuto, ci avete perso tempo e vi siete piacevolmente sorpresi del risultato.  Le #fotodallalto del cibo in tavola!
Sistemare il piatto che ci è stato servito in un certo modo, teatrizzando il tutto con oggetti che rimandano alla nostra #personalità o che ci fanno avere l'impressione di essere delle persone serie, per me, è fantastico. Ogni volta si ha la possibilità di raccontare una storia, di condividere uno stato d'animo o di parlare di un tipo di cucina che, magari, per noi ha un certo valore. 
Questo è il caso di #Casita Andina, un ristorante di Soho che fa cucina tipica peruviana. Ho voluto provarlo per motivi estremamente futili: è di moda, è colorata e sapevo che avrei potuto trovare un Pisco Sour degno di nota.
Come spesso accade, quando ci avviciniamo a qualcosa senza aspettative (o con intenzioni sbagliate) va a finire che ci facciamo sorprendere e scopriamo nuove #passioni.



Il ristorante è un #amore: i colori sono caldi nella zona Bar e le sedute sono arricchite da dettagli nei tessuti e da stampe/foto dai colori accesi tipici della splendida cultura del Perù. Lo staff è amichevole e pronto a darti una mano se non sai cosa ordinare. Non potevo non assaggiare la Ceviche della Casita: Spigola a tocchettoni (freschissima), Tiger's Milk (in pratica è il liquido speziato nel quale viene marinato il pesce crudo per la cheviche) avocado e mais croccante. Me la sogno ancora la notte: un'armonia di sapori così perfetta e, allo stesso tempo, così semplice!



Avrei potuto farmi un selfie sul muro fucsia per restare fedele alla mia volontà di vivere da Instagrammer ora che ci penso...Ma ero troppo presa da questi #pancakediavocado con cipolla e Pancetta di maiale croccante che vedete qui sotto. Non so se avete notato, però, che ho chiesto esplicitamente un tavolo vicino alla finestra per avere più luce naturale (la migliore per quanto riguarda la Food Photography) quindi il mio lavoro diciamo che lo avevo fatto.



La parte dell'igers lifestyle che mi intriga di meno è quello dei #Selfie e dei #ritrattifintispontanei con  sfondi epocali o, perché no, vicino ad un muro, se con murales tanto meglio. Questo non vuol dire che non apprezzi chi lo fa, anzi! Ogni volta che vedo una persona che è talmente curata e sicura nella sua pelle che riesce a farsi fotografare con nonchalant e con risultati da rivista patinata, mostro la mia stima incondizionata. Mi vengono solo dei dubbi, tutto lì. Mi piacerebbe che ci fossero più foto di donne struccate, sorridenti e naturali perché sinceramente io se fossi cresciuta in questi anni mi sarei fatta venire mille fisime. 
Basta con le mie #considerazioni sugli effetti sociologici di una app! Vi consiglio una capatina a Shoreditch perché lì sicuramente qualche murales che vi piace lo troverete e il Waterloo bridge perché è quello dal quale si vedono tutte le attrazioni più caratteristiche di Londra.  Anche una bella foto con lo skyline della città non è male: mettetevi un po' di soldi da parte, tirate fuori il #vestitodellafesta e prenotate da Duck and waffle o Sushi Samba e la foto è assicurata. 

Not me

Già che ero a Soho, mi sono messa alla ricerca di altri posticini carini e mi sono imbattuta in questa fila di millenials di provenienza varia che aspettava impaziente per entrare in un locale. Un altro aspetto chiave penso sia #esserci e stare sul pezzo riguardo i posti che vanno quindi ho deciso di provare ad entrare (anche perché sapevo benissimo cosa fossero i Bao e aspettavo l'occasione giusta per provarli).




I Bao sono dei paninetti soffici cotti al vapore che, a seconda del paese e della ricetta assumono nomi diversi. L'impasto è comune a diversi paesi dell'Asia, alcuni li chiudono tipo raviolone al vapore altri li lasciano aperti tipo piadina..Insomma, in qualsiasi modo avrete modo di assaggiarli, sono proprio buoni. Quello che mi è piaciuto di più è stato il 'Bao Classic', farcito con carne sfilacciata di maiale (morbidissima e con lievi note speziate che a me hanno ricordato la cannella e il pepe bianco), coriandolo e polvere di arachide. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Ne ho presi altri due (la #Magnesia entra in gioco ora): uno con pollo fritto, kimchi (cavolo fermentato coreano) e sesamo, l'altro con pancetta di maiale, salsa piccante e cipolla fritta. Poi delle verdurine e del te verde per #sgrassare.



La mia ricerca dei trend di Instagram non poteva essere completa senza un po' di foto di paesaggi della città. Se cercate #igerslondon, in effetti, la maggior parte delle foto che compaiono sono di Londra come città nel suo intero e non di persone o cibo
Forse la mia passione per il cibo mi ha fatto perdere di vista l' #insta-quadrogenerale. Ognuno di noi la usa per condividere una parte di sé o per 'vendersi' ma il bello dell'app, in realtà, è mettersi nella Feed a cercare nuove persone da seguire, foto di posti che un giorno vorremmo visitare o, semplicemente, soddisfare dei bisogni primordiali con video di cuccioli, di gente che ci piace e di cose che ci fanno sorridere.
Vedi? Non ho preso tre chili per scrivere questo post inutilmente!Sono arrivata ad una #conclusione.
La condivisione è un'azione che prevede due parti quindi oltre a pensare di dover piacere, pensate anche a cosa vi piace, che così ha tutto più senso e ci leviamo un po' di insicurezze. 





Ah...Ovviamente #buonanottecosì








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