30/10/17

Cosa fare a Londra: il mio itinerario per 'hipster' coi baffi


Per fare le cose fatte bene, potrei iniziare questo post dandovi una definizione esaustiva del termine Hipster. Potrei parlarvi della sua etimologia o della sua evoluzione negli anni. Potrei usare parole come 'interiorità individuale', 'anticonformismo', 'baffi' o 'Tumblr'. Ma non lo farò perché le definizioni oggettive e le etichette non sono Hipster...Per niente! Poi fare le cose perché 'è così che si fa' è l'anti-cristo per eccellenza. 
(Se volete, comunque, cliccate su Hipster per un paio di articoli belli).

Come potete intuire, io mi sento abbastanza vicina a questa cultura (per quello che può significare il termine dal mio punto di vista) ma è stata una propensione ad un tipo di vita che ho 'fatto mia' da poco. Negli ultimi anni, infatti, ho fatto uno shift che nemmeno Bruce Jenner e ho rivisto profondamente le mie priorità di vita, propendendo verso attività e modi di pensare un po' più 'distaccati',  consapevoli, aperti e, lo ammetto, anche un po' insofferenti e vanitosi


Per esplorare questo lato della mia personalità, allora, me ne sono tornata nella mia amata/odiata  Londra, per farmi tutti i mercatini vintage, giri in bicicletta e chiacchere rilassate del caso...Perchè London, diciamolo, è l'habitat naturale dell'Hipster: c'è la cultura musicale e artistica giusta, tante realtà di aggregazione, ha le piste ciclabili che funzionano! e, qui lo dico qui lo nego, un certo benessere economico
C'è l'imbarazzo della scelta! e il bello è che la città è in continua crescita e cambia faccia in continuazione. Devo dire, poi, che l'attenzione dell'offerta ristorativa e delle attività socio-economiche verso l' identità e l'autencità piuttosto che verso il profitto è tangibile. 



Riguardando le foto prima di caricarle, ho notato un fil rouge: la bicicletta :). Sono andata al mercato ad Hackney, bicicletta. Sono andata a pranzo a Portobello, bicicletta. Sono svenuta sul divano in salotto, bicicletta. Questo perché non c'è niente di meglio che snobbare la subway e prediligere le due ruote per gli spostamenti in città: non ti viene l'ansia per quanta gente ti alita sul collo in metropolitana (la mattina e al rientro da lavoro il calore umano è veramente insopportabile), non devi pensare a itinerari o parcheggi e, poi, il vento che prendi in bici è vita allo stato puro (io sono fan del motorino in realtà ma penso la sensazione sia simile).
Non a caso, quindi, ho scelto di fare colazione al Look mum no hands di Old Street. 


Immergersi nell'atmosfera unica delle East London è un gioco da ragazzi in questo Coffe Bar/Officina. Se devi portare ad aggiustare la bici o comprarti la catena e il copri sedile nuovi, tanto vale rimanere a fare due chiacchiere davanti a un caffe (l'americano che ho preso non era un granché ma ha fatto il suo lavoro). Se poi hai una postazione laptop che sembra un open office con riviste ispiranti, prese ad ogni seduta e vista su strada allora va a finire che ci passi una giornata intera.
Il servizio è molto casual e con casual voglio dire poco attento e anche un po' verace...Ma non è un problema per me; la mission è farti sentire come se stessi a casa no?! Quindi poche smancerie, fai quello che vuoi ma mangia! 


Io non ho mai usato la biciletta a Londra perché lavoravo in pieno centro quindi sarebbe stato un mezzo suicidio. Prendevo ogni tanto la bici per farmi un giro nel parco ma niente di più. Non consiglierei a chi va a Londra in vacanza di spostarsi con la bici: il traffico è sempre tanto, la città e grande e ci ho messo un anno a cominciare a guardare a destra prima di attraversare la strada. Se invece ci vivete e avete un tragitto lavoro-casa adatto...Cosa aspettate?


Dopo una tazza di porridge per combattere il freddo e due chiacchiere con i vicini di tavolo che erano una coppia mista uno più bello dell'altro con una figlia ancora più bella, mi dirigo piena di speranze e di fame al mercato.


Camden town, Brick Lane, Portobello, Borough e Old Spitafields sono tutti bellissimi nel loro genere e non si possono non visitare almeno una volta. Ognuno ha un'anima e un pubblico ben definiti: Borough è la terra promessa dei foodie ed ha una location invidiabile, Brick Lane è la scelta migliore per chi magari è più interessato ad abiti e antiquariato, a Camden c'è tutto con un pizzico di eccentricità (e di gente) in più... Stavolta, però, volevo provare un posto nuovo, dove non avrei trovato troppi turisti e dove osservare con calma la varietà del cibo e delle persone del luogo ed ho trovato tutto quello che cercavo nel Broadway Market di Hackney.


Avete presente la caciara? Ecco, al Broadway non c'è. Scendere dal bus (potete fermarvi sia ad Hackney road sia a Mare street) e passeggiare nel sole caldo del sabato mattina costeggiando il parco insieme a persone che sai benissimo che stanno andando tutti dalla stessa parte, è molto dolce e rilassante. Poi non è grandissimo, si sviluppa su una sola strada ma riesce a rimanere 'vivibile'. Questo, secondo me, perché è frequentato per la maggior parte da: famiglie con cani (taaanti cani), famiglie con figli (e passeggini), donne bionde belle come il sole che escono fra di loro per fare brunch e spesa ai mariti che dormono a casa, giovani studenti, coppie di tutti i colori e un pizzico di turisti




Ci sono tanti murales famosi, bancarelle di vestiti e vinili ma il Broadway Market lo visiterei principalmente per i bookshop storici della via (da non perdere), per l'atmosfera rilassata di cui sopra e, dulcis in fundo, per l'offerta Food! Se un'appassionata esigente come me è rimasta soddisfatta, lo sarete anche voi. Gli stand sono semplici ma ben curati e offrono una varietà di ricette e prodotti ottima. La cucina da tutto il mondo la fa da padrone ed è fedele all'originale: io ho mangiato un Bahn Mi uguale a quello che mangiai in Vietnam lo scorso Gennaio e, poi, ho chiesto ad un signore di evidenti origini asiatiche se gli piacesse quello che stava mangiando e lui mi ha risposto che andava allo stesso stand tutti i sabati per mangiare un piatto che sua moglie non sapeva fare ma che gli ricordava la sua infanzia. Degni di nota il Frenchie- Sandwich di pan brioche, confettura di cipolla, anatra arrosto, rucola e brie- e il Deeneys - i Toasties scozzesi con Haggis rucola e Cheddar.
A pochi metri dalla via principale c'è anche il Mercato Vegano!


Io adoro mangiare per strada e, arrivati alle 15:30 del pomeriggio, mi sentivo abbastanza piena però, visto che ero a Londra, sono voluta andare in un ristorante che mi era capitato di provare due anni fa con dei colleghi. Ho preso il bus e, dopo aver attraversato la città da est o ovest, sono arrivata a Pizza East, 310 Portobello Road.


Si dice che nei posti dove si è stati bene non bisogna tornare ma per me è una frase fatta e basta. Di Pizza East mi ricordavo l'atmosfera calda, la sensazione rilassata di un ristorante dove si percepisce chiaramente che lo staff lavora con passione e dove tutto, dal design ai materiali, funziona e ha senso. I miei colleghi presero una pizza perché, a quanto pare, è una delle più buone a Londra, io invece optai per il Roasted pork. Come vedete, l'ho riordinato (è nella sezione Sunday Roast) e lo riordinerei mille volte. Trovare un piatto di Roast degno è sorprendentemente difficile in questa città. Ogni pub e ristorante 'tipici' lo offrono, non mi fraintendete...Però sono veramente cattivi: duri, secchi, fatti a nastro solo per vendere ai turisti un'esperienza costruita. Qui invece hanno fatto centro.


Un po' di caciara c'è ma va bene così. Io ero seduta vicino ad un tavolo di 'professionisti norvegesi' che mi hanno vista presa a fare foto e mi hanno chiesto di mangiare con loro. A proposito: se volete fare nuovi amici vi consiglio di andare a Londra per conto vostro e andare in giro con una fotocamera...Ho fatto conversazione con estranei non-stop. Questo invito che ho ricevuto vi fa un po' capire il tipo di locale che troverete a Pizza East (c'è anche a Shoreditch per chi fosse interessato). Anche qui tanti locali, expats (lo staff è 90% italiano) e turisti goderecci.




Una capatina al Portobello Road Market ad ascoltare un concerto gratis di una cantante indie (bravissima) e poi a casa
Avrei potuto rimanere in giro e farvi vedere un locale by night molto cool ma, in tutta sincerità, stare a casa è molto più hipster. Vuoi mettere?! Metterti comodo a lavorare al caldo, in un luogo tutto tuo, con le persone che ami (teorizzo ovviamente...non ho lavoro e sono single). Io avevo preso una stanza con Airbnb ad Aldgate East e stavo con una pittrice tedesca carinissima. Anche la casa era veramente confortevole: ero circondata da libri di arte, disegni, saggi sui Chakra, materassini da yoga, hummus nel frigo e poi Lei...La bicicletta.



Io scherzo molto in realtà; mi permetto di prendere in giro gli hipster perché in definitiva è una parola che rimanda ad un prototipo di persona che rimanda a delle scelte nello stile di vita! Che, tra l'altro, condivido! Siamo tutti un po' hipster, come siamo tutti un po' geek o fashion blogger (no!). Esistono le sfumature. E io oggi vi ho semplicemente voluto parlare di questi bei posticini e raccontare la mia giornata 'hipster' a Londra, che in definitiva per me vuol dire: a contatto con la natura e con le persone, consapevole nelle passioni (musica, arte e stile) e nella condivisione del piacere e dell'essere,  semplice e rilassato....Insomma, vero.


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